Programmi di formazione in Medicina Farmaceutica

Introduzione

I primi medici delle industrie farmaceutiche, chiamati allora medical advisers, vennero assunti negli anni ’50, allo scopo di consigliare la nascente moderna industria farmaceutica sugli aspetti medici dello sviluppo dei farmaci, principalmente nel campo della ricerca clinica (1).

Nel 1957, in Inghilterra venne fondata l’associazione scientifica AMAPI (Association of Medical Advisers of the Pharmaceutical Industry), che svolse un’attività pioneristica nell’affermazione di questo nuovo ruolo per i medici, e nel 1972 a Londra venne organizzato il primo Congresso IMMAPI (International Meeting of Medical Advisers of the Pharmaceutical Industry). Il Congresso ebbe molto successo, con oltre 500 delegati provenienti da tutto il mondo. Da qui nacque l’idea di creare una federazione (2), che vide la luce a Firenze nel settembre 1975 e prese il nome di IFAPP (International Federation of Associations of Pharmaceutical Physicians). Infine, nel 1989, a Londra venne costituita la Faculty of Pharmaceutical Medicine, disciplina definita come “a medical/scientific discipline concerned with the discovery, development, evaluation, registration, monitoring, and medical aspects of the commercialization of medicines, for the benefit and the health of the community” (3).

Questa nuova disciplina raccoglieva differenti professioni tradizionali quali Medicina, farmacia, Farmacologia Clinica, Farmacovigilanza, Scienze Farmaceutiche, Biologia, Farmacoeconomia, ed altre. Pertanto, il termine Medico Farmaceutico (Pharmaceutical Physician: PP in inglese) e Scienziato dello Sviluppo dei Farmaci (Medicine Development Scientist: MDS in inglese) vennero usati per indicare i professionisti che, con diversi percorsi di formazione accademica, lavoravano in aree similari (Ricerca Clinica, Area Medica, Affari Regolatori, Area Preclinica, Accesso al Mercato, Farmacoeconomia ed altre). PPs e MDS oggi lavorano nell’industria farmaceutica, in società di ricerca a contratto (Contract Research Organization – CRO), nelle Agenzie Regolatorie, nei laboratori di Ricerca Preclinica, nei Comitati Etici, nei Centri di Ricerca accademica ed ospedaliera, in stretta collaborazione fra di loro (4-5).

 

Formazione in Medicina Farmaceutica

Negli anni ’60 e ’70 la rinnovata industria farmaceutica fu in grado di scoprire, sviluppare ed immettere sul mercato molti nuovi farmaci, che formarono le basi della moderna farmacologia, con l’identificazione di alcuni recettori e la costruzione delle prime molecole disegnate apposta per interagire con essi. Nacque spontanea l’esigenza di un percorso formativo specifico, che mettesse in condizione i Medici Farmaceutici di sviluppare protocolli adatti a mettere in luce efficacia e tollerabilità dei nuovi farmaci. Le Università, allora, non seppero cogliere questa richiesta di formazione, che venne invece soddisfatta da alcuni medici dell’industria i quali, dopo un importante percorso professionale, iniziarono ad organizzare corsi di ricerca clinica. Il più noto fu quello del Dr. Cyril Maxwell: una settimana di intenso lavoro a Coventry, studiando gli unici due testi disponibili in quegli anni: “Clinical Research for All”, scritto proprio dal Dr. Cyril Maxwell (Figura 1) e “Principles of Medical Statistics” scritto da Sir Austin Bradford Hill (Figura 2). Nell’introduzione al libro di Maxwell, il Prof. Lindford Rees scrisse “Clinical Research for All is essential reading for medical students, doctors, whether they wish to carry out research or not, and is indispensable for anyone wishing to undertake the exciting and rewarding discipline of well-planned clinical research”.

Il mondo dello sviluppo dei farmaci però stava cambiando. Le prime bozze delle Norme di Buona Pratica Clinica iniziarono a circolare agli inizi degli anni ’80, e vennero finalmente approvate alla fine di quel decennio: esse portarono una vera rivoluzione nel processo dello sviluppo dei farmaci, introducendo obbligatoriamente l’approvazione da parte dei Comitati Etici, l’istituzione della figura del Clinical Monitor, e dando una maggiore visibilità ai pazienti con la loro firma del Consenso Informato.

Questa volta le Università, e principalmente quelle Europee, seppero cogliere la richiesta di formazione ed attivarono corsi post-laurea (Diploma, Master) sullo Sviluppo dei Farmaci/Medicina Farmaceutica, basati su un syllabus che comprendeva tutti gli aspetti del ciclo di vita di un farmaco, dalla ricerca di laboratorio, alla ricerca preclinica e clinica, fino agli aspetti regolatori ed al mercato. Tuttavia, questi corsi, nati come iniziative isolate di alcune Università, avevano programmi leggermente diversi, e pertanto veniva a mancare l’obiettivo di una congrua formazione per professionisti che, nei ruoli di PP/MDS, lavoravano allo sviluppo di nuove molecole su dimensione mondiale.

Nel 2008 l’Unione Europea e l’EFPIA (European Federation of Pharmaceutical Industry Associations), per rispondere alla sfida globale della moderna industria farmaceutica, crearono un fondo di due miliardi di euro chiamato Innovative Medicines Initiative (IMI) per stimolare l’innovazione nel settore farmaceutico Europeo: il primo bando era rivolto a proposte per i progetti di ricerca sui farmaci, sugli studi preclinici, su quelli clinici ed anche sui programmi di formazione. Sotto la guida illuminata del Prof. Fritz Buhler, che vantava sia un percorso accademico all’Università di Basilea che un percorso industriale come direttore dello sviluppo in Roche, venne costituito un consorzio Europeo misto, sia pubblico (Università) che privato (industrie farmaceutiche). Composto da circa cinquanta membri, il consorzio presentò un progetto chiamato PharmaTrain, il cui obiettivo era quello di armonizzare e migliorare la qualità dei corsi post-laurea in Medicina Farmaceutica: ed infatti la missione del progetto PharmaTrain era “Better trained postgraduate professionals working in medicines development and regulation worldwide produce better medicines” (6).

Il progetto PharmaTrain è riuscito, nei cinque anni di vita, a produrre un syllabus armonizzato e adottato da tutte le Università partecipanti, un percorso formativo basato sui corsi Master ed un programma di valutazione periodica del valore dell’offerta formativa, per dare riconoscimento ai corsi che rispecchino i principi di qualità stabiliti da tutti i partecipanti. Al termine dei cinque anni del progetto, tutti i partecipanti hanno aderito alla proposta di continuare il programma, che ora ha il nome di PharmaTrain Federation. Inoltre, poiché lo sviluppo dei farmaci è una disciplina in continua evoluzione, il syllabus PharmaTrain è stato già aggiornato due volte, con l’aggiunta di nuovi capitoli dedicati all’innovazione della Medicina Farmaceutica (6).

La situazione italiana

Il percorso nazionale ricalca quanto successo in Europa. Nel 1964 venne fondata la SSFA (Società di Scienze Farmacologiche Applicate): il nome era dovuto al fatto che in quegli anni l’industria farmaceutica nazionale aveva nei suoi laboratori di ricerca molti farmacologi, che da ipotesi teoriche impostavano programmi di ricerca applicata alla scoperta di nuovi farmaci. Obiettivi della SSFA erano quelli di creare un ambiente adatto ad un vivace dibattito scientifico, ma anche quello di promuovere dei programmi di formazione per i soci.

Lo scenario cambiò radicalmente negli anni ’80: la sperimentazione clinica dei nuovi farmaci divenne il settore di maggior sviluppo, ed anche i soci SSFA che si occupavano di clinica divennero la maggioranza. L’arrivo delle Norme di Buona Pratica Clinica, e la mancanza di percorsi universitari dedicati a questa disciplina, spinsero due Soci Fondatori ed ex-Presidenti SSFA, il Prof. Paolo E. Lucchelli ed il Dott. Luciano M. Fuccella, ad organizzare un “Corso per addetti alla Sperimentazione Clinica”. Il corso durava una settimana, era residenziale presso un albergo a Varenna (Lecco), e venne replicato circa venti volte, con la partecipazione cumulativa di circa 600 colleghi PP e MDS.

In quegli stessi anni diventò molto importante, vista la crescente complessità degli studi cinici, la figura del Project Manager, che aveva il compito non solo di coordinare tutte le attività dello studio, ma anche quello di interagire con CRO e fornitori esterni: grazie ad una mia collaborazione con la SDA Bocconi, organizzai un corso di Project Management che ebbe grande successo: si svolgeva presso l’Università Bocconi, con docenti sia dell’Accademia che dell’Industria, e venne ripetuto per circa venti edizioni, anche in questo caso con la partecipazione di circa 600 PP e MDS.

Infine, verso la fine del secolo scorso, Paolo Lucchelli, Luciano Fuccella ed il sottoscritto iniziarono ad incontrare numerosi docenti universitari, per stimolarli ad attivare dei Master in Medicina Farmaceutica. Il primo di questi venne organizzato nel 2001 presso l’Università Statale di Milano, sotto l’egida della Facoltà di Medicina: ebbe solo un anno di vita poiché non si iscrisse nessun medico, ma circa 20 fra farmacisti e biologi. Nel 2006 nacque poi un Master presso l’Università di Pisa, riservato ai medici ed indirizzato agli studi clinici in Oncologia: questo Master è ancora in vita, ma ha dovuto cambiare caratteristiche. Ora è rivolto sia a PP che a MDS e tratta di tutto lo sviluppo dei farmaci, non più solo di Oncologia (7). Nel 2008 nacquero, quasi contemporaneamente, i Master di Roma, Università Cattolica, che di Milano, Università Bicocca: anche questi due sono ancora attivi, con grande successo, e sono gli unici due Master che hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento di Pharmatrain Center of Excellence (8) (9).

Oggi le Università italiane offrono circa 20 diversi Master in Medicina Farmaceutica: alcuni trattano il tema della ricerca e sviluppo dei farmaci a tutto tondo; altri sono rivolti a specifici settori quali gli Affari Regolatori, la Farmacovigilanza, l’Accesso al Mercato ed altro. Il grande successo di questi Master fu inizialmente dovuto al ben noto “decreto CRO” (10) che consentiva, per chi avesse conseguito il titolo di Master, il poter essere subito operativo presso la CRO, eliminando l’obbligo di seguire un impegnativo programma di formazione a carico della CRO stessa. Tuttavia, oggi anche le industrie farmaceutiche apprezzano le competenze acquisite nei Master, e preferiscono assumere candidati che abbiano completato questo percorso di formazione post-laurea.

 

Conclusioni

 

Lo sviluppo di nuovi farmaci è un processo in continua evoluzione, e le complessità da affrontare richiedono professionisti sempre più preparati, che abbiano svolto un percorso di approfondimento che solo un Master Universitario è in grado di offrire. Sono finiti i tempi in cui questa professione s’imparava sul campo: i nuovi farmaci, molto potenti e mirati ad un definito recettore, richiedono una preparazione specialistica dedicata.

I Master Universitari, nati da una proficua collaborazione fra docenti universitari e professionisti dell’industria, si pongono oggi come uno strumento indispensabile per tutti coloro che desiderino entrare nel mondo del farmaco, e svolgervi un percorso professionale che offra loro una visibilità globale, una grande soddisfazione ed anche la possibilità di arrivare a posizioni apicali. In altre parole, tutti coloro che dedicano un anno di studi per conseguire il titolo di Master hanno, in pectore, la possibilità di aspirare a posizioni direttive: non sono destinati a rimanere per tutta la vita professionale a semplici esecutori della sperimentazione clinica.

Ultima riflessione, la scarsa partecipazione dei medici ai Master: la spiegazione che mi sono dato è quella per cui i medici preferiscono iscriversi ad una Scuola di Specializzazione, che permetterà loro di meglio approfondire l’area terapeutica d’interesse. Tuttavia, giova ricordare che nel rinnovato curriculum delle Scuole di Specializzazione in Medicina, è fatto obbligo di aver partecipato ad almeno due studi clinici, per cui i medici che si iscrivono ad una Scuola di Specializzazione non solo acquisiscono ulteriori competenze specialistiche ma, avendo partecipato come Sperimentatori a due studi clinici, hanno anche acquisito competenze in Medicina Farmaceutica.

 

Domenico Criscuolo

Past President SIMeF

Bibliografia

https://www.fpm.org.uk/ourspecialty/whatispharmaceuticalmedicine

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