Il Ruolo
Il Medical Science Liaison (MSL) è una figura professionale di territorio dell’industria farmaceutica afferente alla Direzione Medica ed il suo ruolo principale è quello di fungere da ponte tra l’azienda e la comunità medico-scientifica e, all’interno dell’azienda stessa, tra il dipartimento medico ed i diversi interlocutori come ad esempio il Marketing, le Vendite, il Market Access, il Regolatorio e la Ricerca Clinica. Questo ruolo contribuisce ad aumentare la conoscenza e la consapevolezza dei bisogni clinici, lo sviluppo e la diffusione delle evidenze scientifiche rilevanti, nonché delle nuove opzioni terapeutiche.
Negli ultimi anni è diventato più diffuso ed è riconosciuto per essere un ruolo cruciale per lo scambio bidirezionale ed imparziale di dati medico-scientifici lungo tutto il ciclo di vita del farmaco, dalla Ricerca e Sviluppo al Post-marketing, ed in alcuni casi, fino alla scadenza della copertura brevettuale.
La Survey
Per comprendere il contesto attuale in Italia e le prospettive future del ruolo dell’MSL, il gruppo di lavoro SIMeF – Ricerca Clinica e Medical Affairs (RICMA) ha condotto un’indagine conoscitiva con l’obiettivo di analizzare le diverse dimensioni di questo ruolo, tra cui la formazione professionale, le competenze e gli indici di valutazione delle attività svolte. La survey, realizzata via web, ha coinvolto 103 professionisti operanti nel settore del Medical Affairs di varie aziende farmaceutiche italiane.
Dai risultati emerge che il 97% dei partecipanti lavora in aziende farmaceutiche internazionali, il 91% ricopre il ruolo di MSL ed il restante 9% è impiegato in un ruolo ibrido che prevede attività sia sul territorio che in ufficio. La formazione accademica della maggior parte degli MSL (44%) proviene da discipline STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), seguiti dal 14% con laurea in Farmacia o CTF, e solo il 9% è medico, un dato in controtendenza rispetto a quanto suggerito da un’analisi dell’Accreditation Council for Medical Affairs (ACMA). Inoltre, il 24% dei partecipanti ha completato un Master di primo o secondo livello, sottolineando come la formazione avanzata o post-universitaria sia cruciale per acquisire delle competenze scientifiche specifiche. Tuttavia, si evidenzia che, ad oggi, i soli percorsi di studio accademici non siano sufficienti per una preparazione adeguata alla professione dell’MSL.
Altro dato interessante è il passaggio di ruolo del 54% dei partecipanti da una funzione commerciale, un aspetto che potrebbe riflettere un cambiamento nelle strategie delle aziende farmaceutiche, orientato a favorire la progressione professionale e lo sviluppo delle carriere interne. Nonostante ciò, è importante sottolineare che in alcune realtà aziendali il ruolo di MSL è svolto esclusivamente da laureati in Medicina, spesso con specializzazioni nell’area terapeutica di riferimento.
Gli indici per valutare le performance degli MSL, i (Key Performance Indicators (KPI), od il Medical Performance Index (MPI), sono sempre utilizzati sia in termini quantitativi che qualitativi. Considerando le risposte significative, con percentuali superiori al 40%, i KPI quantitativi più frequentemente inclusi negli obiettivi aziendali degli MSL sono: il numero di hospital medical meeting (41%), il numero di Key Opinion Leaders (KOL) coinvolti, in accordo alla comunicazione scientifica (43%), la percentuale di giorni impegnati in interazioni scientifiche (55%), il numero di medical insights raccolti (59%), ed il numero d’interazioni scientifiche (71%). In relazione alla distribuzione del tempo per le attività territoriali, il 14% degli intervistati ha dichiarato di trascorrere meno del 50% del proprio tempo sul territorio, il 44% dedica fino al 70% del proprio tempo ad attività on-field, mentre il 42% supera il 70%. Gli actionable insight ed il feedback ricevuto dal manager o dagli stakeholder interni, rispettivamente del 47% e del 67%, sono considerati i KPI qualitativi più utilizzati. Tuttavia, quando è stato chiesto quale fosse l’impatto dei KPI qualitativi rispetto a quelli quantitativi nella valutazione finale della performance, il 50% ha dichiarato che entrambi i tipi di KPI sono valutati con pari importanza, mentre solo il 21% ha attribuito un valore maggiore ai KPI qualitativi.
Il progresso e lo sviluppo professionale rappresentano due pilastri fondamentali per il consolidamento del ruolo di ogni MSL. Tra le principali sfide evidenziate dai partecipanti alla survey, spiccano il continuo aggiornamento scientifico e la gestione del comunicare un’enorme mole di dati clinici. A supporto di questa necessità di formazione pratica, il 48% degli intervistati ha riferito di aver frequentato corsi di public speaking, mentre il 64% ha partecipato a programmi relativi allo sviluppo di soft skills, come leadership, intelligenza emotiva e gestione delle priorità.
Quando è stato chiesto agli intervistati quali aree rappresentassero la priorità per il loro sviluppo formativo, il 69% ha indicato la Real World Evidence, il 50% ha menzionato la Ricerca Clinica, il 30% il percorso del farmaco dalla Ricerca all’Accesso ed il 33% ha considerato essenziale migliorare le competenze digitali come aspetto cruciale per il futuro del settore. Questi dati confermano una crescente attenzione verso la multidimensionalità delle competenze richieste agli MSL, che devono essere preparati non solo in ambito scientifico, ma anche nell’uso di strumenti avanzati.
In effetti, gli MSL stanno già utilizzando degli strumenti digitali nelle loro attività quotidiane, nell’analisi dei dati clinici nella comunicazione multicanale con gli interlocutori, ricorrendo anche a piattaforme virtuali per incontri individuali o di gruppo. Molte aziende stanno sviluppando ed introducendo degli strumenti di Intelligenza Artificiale (AI) che permettono di ottimizzare il tempo, soprattutto per le attività di routine od a minor impatto strategico. Le aziende più all’avanguardia nella creazione di strumenti digitali in-house hanno messo a disposizione soluzioni di AI generativa per eseguire la sintesi dei dati, la traduzione dei testi ed il supporto nell’analisi critica delle evidenze scientifiche.
Emerge, infine, una crescente richiesta di certificazione formale delle competenze. Infatti, il 44% dei partecipanti ha espresso il desiderio di ottenere una certificazione al termine dei corsi di formazione, mentre il 33% preferirebbe un attestato di partecipazione. Questo segna una chiara tendenza verso il riconoscimento formale delle competenze acquisite, a testimoniare l’importanza attribuita al proprio percorso di crescita professionale.
Questa survey del Gruppo di Lavoro RICMA rappresenta la prima indagine pubblicata in Italia con un campione così ampio di partecipanti ed offre una visione suggestiva delle sfide e delle aspettative degli MSL, evidenziando come il ruolo sia affermato nel contesto delle aziende farmaceutiche operanti in Italia, ma in continua evoluzione e soprattutto con una sempre più forte necessità d’integrazione delle competenze scientifiche, a quelle digitali e comunicative. A conferma di queste dinamiche, un’analisi di McKinsey sul futuro dei Medical Affairs al 2030 evidenzia come gli Operatori Sanitari siano ancora abituati ad interagire con i team di Medical Affairs attraverso i canali tradizionali, nonostante trascorrano una parte significativa del loro tempo – sia durante l’orario di lavoro che nel tempo libero – su piattaforme online. Nonostante la diffusione degli strumenti digitali e l’evoluzione delle tecnologie di comunicazione, McKinsey prevede che gli MSL continueranno ad essere i principali interlocutori del mondo farmaceutico per il coinvolgimento scientifico ed il confronto dialettico.
Da quanto emerge, si conclude che le aziende hanno una grande opportunità d’investire nella crescita professionale degli MSL, dotandoli degli strumenti necessari per affrontare le sfide future e mantenere un ruolo centrale nel settore medico-scientifico.
Offerta Formativa
Nonostante la maggior parte delle aziende organizzi momenti di formazione specifici per questo ruolo, sia con le proprie risorse interne che con il supporto di agenzie di consulenze, la richiesta è stata fortemente evidenziata dagli intervistati, risultando cruciale per il miglioramento professionale e, per il 53% degli intervistati, importante per il proprio percorso di carriera. Le aspettative verso la formazione continua sono molto elevate e non si limitano all’innovazione digitale. Il 22% ritiene necessario che i corsi includano anche elementi pratici operativi, accanto alla teoria, per garantirne l’applicabilità al lavoro quotidiano. Ciò potrebbe avvenire attraverso l’uso di case study e simulazioni, che rendano la formazione più concreta ed utile.
L’apprendimento esperienziale gioca, pertanto, un ruolo fondamentale nello sviluppo delle competenze degli MSL, in particolare per i profili junior che si avvicinano a questo ruolo complesso e dinamico. Secondo il Modello di Kolb (1984), l’apprendimento avviene tramite un ciclo continuo che comprende l’esperienza concreta, la riflessione, la concettualizzazione astratta e la sperimentazione attiva. Questo approccio è particolarmente adatto per gli MSL, il cui ruolo non si limita alla conoscenza scientifica, ma richiede anche competenze avanzate di comunicazione e la capacità di gestire le interazioni con gli stakeholder clinici.
In questo contesto, Il Gruppo di Lavoro RICMA di SIMeF propone il progetto MSLab, un percorso formativo esperienziale destinato agli MSL junior, focalizzato alle tre fasi fondamentali di un’interazione scientifica. La fase di preparazione, che implica la gestione del tempo e della programmazione per lo studio e l’analisi critica della letteratura, assieme ad una valutazione del profilo dell’interlocutore, al fine di impostare un dialogo mirato. La fase di comunicazione attiva, che avviene durante l’interazione, ha l’obiettivo di sviluppare la capacità di comunicare i dati in modo chiaro ed efficace, adattando il messaggio all’interlocutore e massimizzando l’engagement scientifico al fine anche di raccogliere i medical insights ed i nuovi unmet needs. Infine, la fase post-interazione è mirata a comprendere il valore strategico per l’azienda delle informazioni emerse dall’interazione, e la definizione e la pianificazione delle successive interazioni.
Questa struttura formativa, incentrata sull’apprendimento esperienziale e sul learning-by-doing, consente agli MSL junior di acquisire non solo delle conoscenze teoriche, ma anche delle competenze pratiche necessarie per eccellere nel loro ruolo. MSLab si configura, quindi, come un modello innovativo per la crescita professionale degli MSL, colmando il divario tra teoria e pratica nella loro formazione.
Mattia Pagnani1, Tiziana Musacchio2, Alessia Gallastroni3, Stefania Grieco4, Alessandro D’Apice5, Livio Di Lecce6, Mariangela Amoroso7.
Autori ed Affiliazioni
- Pierre Fabre
- Abbvie
- Novo Nordisk
- MSD
- J&J
- Advanz Pharma
- Sanofi
Bibliografia
- https://medicalaffairsspecialist.org/blog/the-new-medical-science-liaison-generation-z
- https://www.mckinsey.com/industries/life-sciences/our-insights/a-vision-for-medical-affairs-2030-five-priorities-for-patient-impact#/