Il riscatto del … Master!

Mi chiamo Marta, ho trent’ anni ed un grande amore adolescenziale per la chimica. Per questo motivo, quando fu il mio turno d’iscrivermi all’università, un professore del liceo mi consigliò CTF: bella la Chimica, ma perché non studiarla in una sua declinazione pratica?

Mi sono laureata il 2 aprile 2020: ero a casa, sola con mamma e papà, una bella camicetta ed i pantaloni del pigiama. Il COVID-19 aveva portato via mio nonno e l’unica discussione di tesi della mia vita, tanto da non sentirmi quasi laureata.

Ho iniziato a cercare un lavoro: presto ho scoperto di non avere il titolo giusto per una posizione da chimico. Mi sono sentita un po’ tradita da quella facoltà in cui mi ero impegnata tanto e mi sono trovata costretta ad accettare quel mestiere che molte volte mi ero promessa di rifuggire: la farmacista. Un giorno, dopo circa otto mesi, vengo contattata da una fondazione per un colloquio di lavoro. Non so chi siano, non so cosa facciano ed, ingenuamente, mi presento il giorno concordato senza fare nemmeno una ricerca su Google. Io parlo del mio amore per la chimica, per il laboratorio, loro mi parlano di protocolli, di centri sperimentali e sono un po’ dubbiosi. Non ho idea di cosa si occupino, purtroppo all’università si parla solo di ricerca preclinica e di clinica non ho quasi mai sentito parlare. Mi ricontattano: la mia parlantina ha comunque avuto la meglio ed il posto è mio!

Mi ritrovo alle Molinette di Torino, in Ematologia, affidata ad un angelo custode che mi insegna cosa voglia dire essere uno Study Coordinator. Leggo cartelle, aggiorno contabilità e preparo kit, in una quotidianità che dura circa due anni.

Poi un giorno decido di voler tornare a scuola, a studiare: ho amato l’università e scelgo di rituffarmici. Inizio a cercare i Master disponibili, organizzando la ricerca in termini di distanza da casa, finché mi imbatto nel MasterFarmaco. Due fattori hanno fatto propendere la mia personale bilancia verso la decisione di provarci: l’accreditamento PharmaTrain, garanzia di quell’armonizzazione che così tante volte ritorna nel nostro ambito, ed il fatto di essere pensato per studenti lavoratori, con lezioni online seguibili anche in differita. Inoltre, sono agli inizi della mia carriera, ho mille possibilità di sviluppo e questo master, di carattere così generale ma completo, mi aiuterà a scegliere in quale settore specializzarmi. Esce la graduatoria: mi hanno ammessa!

Ma nel frattempo la mia vita lavorativa è stata terremotata: senza possibilità di scelta mi trovo dall’oggi al domani fuori dall’ospedale e trasferita all’Ufficio di Farmacovigilanza di quella stessa fondazione, a lavorare dal lato dello Sponsor. Cominciano le lezioni, si rivelano tutt’altro che leggere ed intanto occorre imparare un nuovo lavoro, con nuove mansioni.

È innegabile che questo percorso mi richieda qualche sacrificio: il programma di studio è molto ricco ed il tempo a disposizione come studente lavoratore è limitato, ma sono soddisfatta perché tanti meccanismi a me ignoti si svelano pian piano davanti ai miei occhi. Affronto gli esami, ammetto con più leggerezza rispetto ai tempi della laurea (e con risultati inevitabilmente più scricchiolanti), arrivo alla tesi. Grazie ad una lezione che catalizza la mia attenzione, scelgo per puro interesse accademico il Market Access, un argomento atipico che probabilmente non incrocerà mai più la mia carriera lavorativa.

Arriva il giorno della discussione: la mia tesi è figlia del COVID, non ne ho mai discussa una, sarò in grado? E finalmente, all’alba dei trent’anni, riesco a vivermi quella laurea tanto agognata. Il master ha rappresentato per me una rivincita, un piccolo ma enorme traguardo.

Sono una persona come tante, con tante ambizioni e tanti progetti. Non so se questo master mi aprirà delle porte oppure no, il nostro ambiente è pieno di gente in gamba e la competizione è altissima, ma sono sicura che qualcosa l’ho portato a casa. Ho portato a casa le persone e le realtà che ho conosciuto, gli ingranaggi nascosti che ho svelato ed un pensiero critico che sicuramente mi accompagnerà in questa lunga avventura.

Marta Lombardo

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