Etica ed Intelligenza Artificiale nella Ricerca e Sviluppo di nuovi farmaci: quali sfide?

Lo scorso 7 marzo, nell’ambito del progetto Digital Health, a cura dei GdL RICMA-DM-FV, si è tenuto con una grande partecipazione il webinar delle “Giornate del Digitale” incentrato sull’Intelligenza Artificiale (AI) applicata alla Ricerca Farmacologica. Questo incontro ha riunito diversi esperti provenienti da vari settori della life science per discutere le sfide e le opportunità che l’AI presenta nel contesto della Ricerca e dello Sviluppo di nuovi farmaci.

In un mondo in cui la tecnologia avanza ad un ritmo accelerato, è essenziale garantire che l’uso dell’AI rispetti i principi etici e normativi fondamentali per lo sviluppo di soluzioni innovative.
Uno dei temi principali emersi durante il webinar è stato l’importanza di comprendere i principi etici chiave che governano la Ricerca Farmacologica. Il primo intervento, L’AI nella Ricerca e Sviluppo dei farmaci, ha coinvolto il Dott. Saverio D’Amico (Artificial Intelligence Center dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas) che ha illustrato come l’AI, in particolare attraverso l’uso di tecniche di machine learning e di deep learning, abbia il potenziale per migliorare significativamente la Ricerca Clinica. Queste tecnologie consentono di analizzare delle grandi quantità di dati, d’identificare pattern e relazioni, e di fornire delle previsioni sempre più accurate. Tuttavia, è cruciale che queste tecnologie siano utilizzate in modo responsabile e che le loro applicazioni siano guidate da considerazioni etiche. La Generative AI, spesso associata agli strumenti ben conosciuti come ChatGPT, sta acquisendo una parte rilevante nelle fasi di sperimentazione, essendo in grado di generare dei dati sintetici, che possono facilitare e migliorare l’accuratezza della ricerca stessa. La generazione di dati sintetici è, per esempio, particolarmente utile per affrontare le sfide legate all’arruolamento dei pazienti, che non sempre sono numerosi, come ad esempio nelle patologie rare o riescono ad accorciare i tempi di esecuzione, altro aspetto cruciale per il successo della ricerca. Tuttavia, è fondamentale che gli algoritmi utilizzati nella generazione di tali dati siano ben progettati per evitare la replicazione di dati reali e sopratutto rispettino le linee guida stabilite dagli organismi regolatori come l’EMA e la FDA.

Gli Aspetti Giuridici dell’applicazione dell’AI nella ricerca farmaceutica sono stati affrontati dall’Avv. Guido Scorza (esperto di Diritto delle Nuove Tecnologie e Privacy ed attualmente componente del Collegio dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali) che ha ben sottolineato come non dovrebbe esserci conflitto tra diritti quali la Privacy, la Salute e la Ricerca Scientifica. Non esistono, infatti, diritti di rango superiore che possano imporsi su altri ed è necessario adottare un compromesso e di un bilanciamento, tra il diritto alla Salute rispetto al diritto alla Privacy. La Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, infatti, ben definisce che un diritto dev’essere compreso nella misura minima necessaria per permettere l’esercizio di un altro diritto. La vera sfida è garantire alle persone di non dover mai scegliere tra Salute e Privacy. Applicando, quindi, il principio di proporzionalità tra i diritti fondamentali, il trattamento dei dati personali deve pertanto essere al servizio dell’Uomo. Oggi, con l’IA siamo ad un livello drasticamente più alto di applicazione di questi principi.

Quale etica nell’uso dell’AI nella ricerca di nuovi farmaci? È la domanda che nella tavola rotonda è stata ampiamente discussa con la partecipazione di Vincenzo Ambriola (Università di Pisa), di Ursula Bonetti (EUPATI), di Saverio D’Amico (Humanitas), di Diana Ferro (Ospedale Pediatrico Bambino Gesù), di Guido Scorza  (esperto di Diritto delle Nuove Tecnologie e Privacy)e di Alberto Tozzi (Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

Il coinvolgimento dei pazienti in tutte le fasi delle sperimentazioni aggiunge valore, con un forte miglioramento della propria esperienza ed una maggiore qualità dei dati raccolti, se è formato ed informato sui processi e sulle nuove tecnologie della ricerca.  La fiducia del paziente nell’utilizzo dell’IA è però costruita principalmente dal rapporto di trasparenza e di responsabilità che i ricercatori riescono ad instaurare con loro.

Un altro aspetto saliente del webinar è stata la discussione sulle sfide normative legate all’uso dell’AI nella Ricerca Farmacologica. Le normative attuali devono evolversi per tenere il passo con i rapidi progressi tecnologici. È fondamentale che i regolatori collaborino con i ricercatori e con le aziende per sviluppare delle linee guida chiare e pratiche che garantiscano la sicurezza e l’efficacia delle nuove tecnologie. Questo approccio collaborativo risulta essenziale per affrontare le preoccupazioni etiche e legali associate all’uso dell’AI nella Salute. Inoltre, è emersa la necessità di un approccio multidisciplinare nell’integrazione dell’AI nella ricerca. L’AI non dovrebbe essere vista come un sostituto del giudizio umano ma piuttosto come uno strumento che può supportare i medici in modo valido nelle loro decisioni cliniche. Gli strumenti di AI, come i sistemi di supporto decisionale clinico, possono fornire delle informazioni preziose ed aiutare sicuramente i medici a prendere delle decisioni più consapevoli ed informate. Tuttavia, è fondamentale che i medici rimangano coinvolti nel processo decisionale e non diventino dei semplici esecutori di raccomandazioni generate dall’AI. Un aspetto importante da considerare è la formazione dei Professionisti della Salute riguardo all’uso dell’AI nella ricerca. Attualmente, l’offerta formativa in questo campo è carente, soprattutto per chi opera in ambito clinico. È necessario, pertanto, investire nella formazione dei medici e dei ricercatori per garantire che siano in grado di utilizzare efficacemente le tecnologie dell’AI e di comprendere le implicazioni etiche e normative associate al loro utilizzo. La creazione di laboratori di sperimentazione in cui i clinici possano collaborare con degli esperti di tecnologia potrebbe rappresentare un passo importante e sostanziale in questa direzione.

In conclusione, il webinar ha messo in luce la necessità di un approccio etico e responsabile nell’integrazione dell’AI nella Ricerca Farmacologica. È fondamentale continuare a sviluppare delle linee guida etiche e normative che accompagnino l’innovazione tecnologica, garantendo che i benefici dell’AI siano equamente distribuiti e che la salute dei pazienti rimanga davvero al centro di ogni iniziativa. La collaborazione tra ricercatori, clinici, pazienti e regolatori sarà essenziale per affrontare le sfide future e per garantire che l’AI contribuisca positivamente alla Salute Pubblica.

Per chi non fosse riuscito a partecipare di seguito il link alla registrazione dell’evento: https://attendee.gotowebinar.com/recording/4769105742986038786

Autori: Giulia Chindamo, Chiara Gussetti, Tiziana Musacchio, Mariangela Amoroso

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