Dalla governance alla pratica: il ruolo della Farmacovigilanza tra qualità, comunicazione e responsabilità condivisa

Care Socie e Cari Soci,

assumere un ruolo all’interno del Consiglio Direttivo della SIMeF rappresenta, per chi come me ha costruito il proprio percorso nella Farmacovigilanza, non solo un riconoscimento, ma anche una responsabilità significativa. Per questo desidero ringraziarvi sinceramente per la fiducia che mi avete accordato eleggendomi per il triennio 2026–2029.

Il mio percorso professionale si è sviluppato nell’ambito della Patient Safety e della Farmacovigilanza, con un focus particolare sulla governance dei sistemi, sulla qualità, sulla compliance ai requisiti GVP e sulla comunicazione del rischio. Nel mio ruolo attuale di Country Patient Safety Head in Novartis Farma, lavoro quotidianamente per garantire che i sistemi di sicurezza siano non solo conformi ai requisiti regolatori, ma anche efficaci, sostenibili ed in grado di produrre un valore concreto per i pazienti e per il Sistema Sanitario.

Nel tempo ho maturato una convinzione che ha guidato gran parte della mia esperienza: la Farmacovigilanza non può essere interpretata esclusivamente come un insieme di processi e di requisiti da rispettare, ma dev’essere letta come un sistema dinamico, che integra dati, competenze e responsabilità, con l’obiettivo ultimo di migliorare la sicurezza dei farmaci e la qualità delle decisioni cliniche.

Questo approccio si riflette anche nel mio coinvolgimento nelle attività della SIMeF. Ho avuto l’opportunità di contribuire ad iniziative formative, progetti scientifici e pubblicazioni, nonché a momenti di confronto inter-societario, esperienze che mi hanno permesso di apprezzare il ruolo della nostra Associazione come piattaforma di connessione tra i professionisti, i diversi ambiti disciplinari e le istituzioni.

Ritengo, infatti, che uno dei principali punti di forza della SIMeF risieda nella sua capacità di mettere in relazione competenze diverse, creando uno spazio in cui il confronto diventa generativo ed in cui le esperienze individuali possono tradursi in valore collettivo.

Il contesto in cui operiamo è oggi caratterizzato da una crescente complessità. L’evoluzione continua del quadro regolatorio, l’integrazione dei Real-World Data, lo sviluppo di nuovi strumenti digitali e l’introduzione di modelli avanzati di analisi stanno cambiando profondamente il modo in cui gestiamo la sicurezza dei medicinali. Parallelamente, cresce l’attenzione verso la trasparenza e la qualità della comunicazione, in un sistema che coinvolge non solo gli operatori sanitari ma anche i pazienti ed i cittadini.

In questo scenario, credo che la capacità di collegare la governance e la pratica operativa rappresenti una delle sfide più rilevanti per il nostro settore.

È proprio su questo punto che si collocano gli ambiti sui quali mi piacerebbe concentrare il mio contributo all’interno del Consiglio Direttivo.

In primo luogo, ritengo fondamentale dare continuità e rafforzare i progetti già avviati all’interno dell’Associazione, con particolare attenzione alle iniziative programmate per il 2026. Progetti come le videopillole, le survey e le iniziative rivolte ai giovani rappresentano gli strumenti concreti per generare dei contenuti utili, favorire la diffusione delle conoscenze e creare delle occasioni di partecipazione attiva. Il valore di queste iniziative risiede nella loro capacità di tradurre tematiche complesse in messaggi accessibili e operativamente rilevanti.

Un secondo ambito che considero strategico riguarda il rafforzamento del dialogo con le istituzioni, le Autorità Regolatorie e le altre Società Scientifiche. In un contesto sempre più interconnesso, la Farmacovigilanza richiede allineamento, confronto e capacità di costruire visioni condivise. La SIMeF può svolgere un ruolo importante nel facilitare questo dialogo, contribuendo a rendere più efficace l’interazione tra i diversi attori del sistema.

Un elemento che mi sta particolarmente a cuore è la comunicazione del rischio. Ritengo che questo sia uno degli ambiti in cui esiste, oggi, il maggiore potenziale di miglioramento. Spesso disponiamo di dati ed analisi solide, ma facciamo ancora fatica a tradurli in messaggi realmente comprensibili ed utilizzabili nella pratica clinica o nella comunicazione al paziente. Rendere la comunicazione del rischio più concreta, chiara ed efficace – sia per i clinici sia per i cittadini – rappresenta, a mio avviso, una priorità su cui la nostra Associazione può dare un contributo significativo.

La mia ambizione, in questo senso, non è quella di aggiungere della complessità, ma di lavorare per semplificare senza perdere il rigore, rendendo i contenuti della Farmacovigilanza sempre più fruibili ed utili per chi li deve utilizzare nella pratica quotidiana.

Se dovessi sintetizzare l’approccio che intendo portare, lo definirei come un orientamento alla concretezza: valorizzare ciò che esiste, sviluppare degli strumenti utili, facilitare il dialogo e rendere la Farmacovigilanza sempre più vicina a chi ne fa uso ogni giorno.

Affronterò questo incarico con spirito di collaborazione, apertura al confronto e forte senso di responsabilità, nella convinzione che il contributo di ciascuno sia essenziale per la crescita della nostra Associazione.

Ringrazio ancora tutti voi per la fiducia.

Un caro saluto,

Daniela Bernardini

County Patient Safety Head Novartis Farma SpA

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Avviso ai Soci
Il Consiglio Direttivo si riunirà il prossimo 9 settembre alle ore 17:45.
I soci che desiderano partecipare da remoto possono richiedere il link di accesso alla Segreteria.