Dal mio punto di vista, la risposta a questo frequente interrogativo non può che essere positiva. Vorrei però anzitutto sottolineare il significato che occorre dare al verbo “investire”. Specializzarsi significa evolversi: dopo una Laurea scientifica Magistrale in Farmacia, per quanto questa sia certamente un ottimo punto di partenza, è cresciuta in me l’esigenza di acquisire delle nuove competenze, oltre a consolidare ed affinare quelle già apprese. E l’obiettivo su cui investire è naturalmente quello lavorativo, sviluppando le proprie capacità professionali anche attraverso un serio e proficuo tirocinio formativo.
In questa prospettiva, con riguardo all’ampia offerta di Master in ambito farmaceutico, il percorso di specializzazione che personalmente ho deciso di intraprendere, in quanto più confacente ai miei interessi ed alle mie aspettative, fa riferimento ad un settore professionale attualmente ritenuto fra i più vitali e dinamici: il settore del Regulatory Affairs. Si tratta di un campo che richiede delle approfondite conoscenze anche in materie che perlopiù esulano dalla preparazione universitaria, e quindi, anche per questo motivo, la preparazione fornita da un Master può rappresentare un primo passo fondamentale per chi intenda abbracciare e successivamente percorrere con successo una carriera in questo ramo.
La mia scelta è caduta, abbastanza rapidamente, sul Master biennale di secondo livello in Discipline Regolatorie “G. Benzi” dell’Università degli Studi di Pavia, diretto dalla Prof.ssa Maurizia Dossena. La denominazione “discipline regolatorie” rimanda ad un ambito di materie vasto e complesso. In estrema sintesi, essa designa l’insieme delle nozioni di carattere scientifico, tecnico, economico, legale ed amministrativo, volte a definire le regole e gli strumenti necessari per gestire tutte le varie fasi dei processi farmaceutici – sperimentazione, produzione ed immissione sul mercato – al fine soprattutto di garantire degli elevati standard di efficacia, qualità e sicurezza delle sostanze impiegate ad uso umano ed animale (relativamente alle specialità medicinali, ai dispositivi medici, agli integratori alimentari, ai biocidi, ai cosmetici ed ai presidi medico-chirurgici). Pertanto, obiettivo del Master è quello di fornire le competenze necessarie per la formazione di nuove figure professionali nel campo delle attività regolatorie non solo strettamente farmaceutiche, oggi molto richieste dalle aziende e dalle autorità operanti nel settore sanitario ed industriale, sia esso farmaceutico, chimico, veterinario o cosmetico.
In qualità di studente del Master ho potuto apprezzare, in primo luogo, le notevoli competenze dei docenti, tutti altamente qualificati e – come richiesto da un Master per sua natura interdisciplinare – provenienti da diversi campi, quali quello medico, quello farmaceutico nella sua accezione più ampia e quello legale. A rendere le lezioni efficaci e coinvolgenti, è stata in particolare la propensione dei docenti a coniugare le conoscenze teoriche e le esperienze pratiche nei settori che caratterizzano le discipline regolatorie, facendo ampio ricorso al metodo del case study ed approfondendo, quindi, le varie materie attraverso degli esempi concreti e dei dati del real world di grande impatto. In tal modo, dei docenti di fama internazionale e i rappresentanti delle Aziende hanno saputo rendere stimolanti numerose tematiche, perlopiù inesplorate da molti.
Durante il mio percorso come borsista in un centro di ricerca clinica ho potuto constatare il profondo impegno e la dedizione prestati da medici, infermieri, farmacisti e biologi nello svolgimento della loro professione: un team interdisciplinare a totale garanzia del malato nel rispetto dei più rigorosi standard qualitativi di cui l’Italia vanta delle posizioni elevatissime a livello mondiale. Proprio in questo contesto è nata la passione verso la ricerca scientifica, in particolar modo verso le malattie genetiche rare: in un futuro non troppo lontano, mediante le tecniche di editing genetico, quali ad esempio la pioneristica CRISPR-Cas9, sarà possibile disporre di trattamenti fino ad oggi impensabili e che sono attualmente già oggetto di sperimentazione clinica.
Negli ultimi mesi, dopo diverse esperienze in veste di farmacista e di ricercatore, ho iniziato anche a svolgere un incarico che coniuga il camice – da me personalmente tanto amato – con la sfera del regolatorio, operando in uno dei numerosi progetti di Farmacovigilanza presenti sul territorio, in continuo e costante contatto con la RNF (Rete Nazionale di Farmacovigilanza).
Il continuo e costante contatto con gli altri colleghi partecipanti al Master, provenienti da tutta Italia, mi ha permesso di creare un utile network composto da relazioni altamente positive, seppur a distanza. Si è infatti instaurato un clima di forte collaborazione reciproca, basata su un ascolto proattivo, che spesso ha condotto anche alla risoluzione di quesiti posti da noi stessi, quotidianamente, nello svolgimento dei diversi incarichi. Si sono così intrecciate varie esperienze, come ad esempio quelle relative al settore del Quality Affairs, od alla figura del Clinical Monitor, o comunque legate all’attività di submission regolatoria propria di diversi ambiti lavorativi, quali le aziende farmaceutiche, quelle biotecnologiche, perfino quelle alimentari, quelle cosmetiche, le agenzie regolatorie nazionali ed internazionali e le Aziende Sanitarie.
Come noto, il settore del farmaco e degli altri prodotti dell’Area Salute è tradizionalmente oggetto di estesi interventi di regolamentazione, volti a garantire il soddisfacimento di due esigenze: la tutela della salute dei cittadini ed il controllo della spesa pubblica farmaceutica. Gli interventi regolatori a garanzia della salute pubblica riguardano soprattutto l’autorizzazione alla produzione, commercializzazione e distribuzione dei medicinali, medical devices, integratori, cosmetici etc. Tali finalità rendono evidente l’importantissima funzione sociale svolta dalle attività regolatorie, spesso a mio avviso ancora non pienamente posta in risalto.
L’acquisizione di competenze specifiche è oggi un presupposto imprescindibile per chi aspira non solo ad arricchire il proprio curriculum vitae, ma soprattutto a conseguire un’utentica crescita personale e professionale.
Andrea Spalluzzi, Ricercatore e Farmacista in libera professione
II anno del Master in Discipline Regolatorie “G. Benzi”, UniPV