Dalla gamification alle terapie digitali: nuove prospettive per il paziente protagonista del percorso di cura

La gamification sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nell’ambito sanitario, evolvendo da semplice strumento di coinvolgimento a leva concreta per supportare riabilitazione, aderenza terapeutica, monitoraggio clinico e partecipazione attiva del paziente. Questi temi sono stati al centro del webinar organizzato dai GdL RICMA e DM di SIMeF, dedicato alla “Gamification in ambito clinico ed al suo ruolo nelle terapie digitali“, che ha visto il confronto tra professionisti provenienti da ambiti differenti, tra cui Ricerca Clinica, Tecnologia, Regolatorio, Psicologia, Associazioni di Pazienti ed industria.

La nuova presidente SIMeF M. Amoroso ha aperto i lavori con i saluti istituzionali e l’introduzione al tema della gamification in ambito clinico.  Hanno proseguito la moderazione le coordinatrici del GdL DM, C. Gualtieri e L. Patrucco, insieme a P. Amore, referente per il GdL RICMA. L’evento ha evidenziato come le tecnologie digitali consentano oggi di raccogliere dei dati sempre più ricchi sull’esperienza vissuta dal paziente, favorendo dei percorsi assistenziali più personalizzati e sostenibili. La gamification non viene più considerata esclusivamente come un supporto all’aderenza terapeutica, ma come un ecosistema in grado d’integrare aspetti clinici, comportamentali, emotivi ed esperienziali.

Dalla riabilitazione sportiva alle malattie neurodegenerative

Uno dei temi principali ha riguardato l’utilizzo della gamification nei percorsi riabilitativi. Attraverso l’impiego di sistemi di realtà aumentata, sensori di movimento ed applicazioni dedicate, il paziente diventa protagonista attivo della propria riabilitazione anziché esecutore passivo degli esercizi prescritti.

L’esperienza presentata da S. Turi di Ethos Lab ha mostrato come piattaforme nate originariamente dal mondo del gaming possano essere adattate alla riabilitazione sportiva, al recupero post-traumatico ed alla gestione delle malattie neurodegenerative. Tra i principali vantaggi emersi vi sono il miglioramento dell’aderenza ai programmi riabilitativi, la possibilità di autocorrezione in tempo reale degli esercizi ed il monitoraggio remoto tramite gli strumenti d telemedicina.

La disponibilità di grandi quantità di dati raccolti durante gli esercizi consente, inoltre, di sviluppare dei protocolli sempre più personalizzati e basati sull’evidenza.

L’esperienza pediatrica: ridurre ansia e dolore

Un secondo ambito d’applicazione riguarda l’emergenza-urgenza pediatrica. Il pediatra L. Di Sarno della Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” IRCCS ha spiegato come la realtà virtuale immersiva viene utilizzata durante le procedure, spesso fonte di stress e dolore, come prelievi, accessi venosi o piccoli interventi.

Le evidenze presentate mostrano una riduzione dell’ansia e della percezione del dolore nei bambini sottoposti a procedure assistite dalla realtà virtuale rispetto all’assistenza standard. Sono stati osservati, inoltre, dei tempi procedurali più brevi ed un livello più elevato di soddisfazione sia per il personale sanitario sia per i caregiver.

L’utilizzo della realtà virtuale si estende anche alla formazione del personale sanitario, permettendo la simulazione di scenari clinici complessi in un ambiente sicuro e riproducibile.

Serious game e dispositivi medici: il ruolo del Regolatorio

Dal punto di vista normativo M. Matano della Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” IRCCS ha evidenziato come i serious game destinati a finalità terapeutiche o diagnostiche debbano essere considerati dispositivi medici e rispettare i requisiti previsti dal Regolamento europeo in questo settore.

L’efficacia clinica, la sicurezza, la protezione dei dati personali e la conformità alle normative rappresentano degli elementi imprescindibili per consentire l’introduzione di queste tecnologie nella Pratica Clinica. Particolare attenzione è stata posta alla necessità di validazioni cliniche robuste ed all’integrazione dei dati raccolti nei percorsi assistenziali esistenti.

La voce dei pazienti

La tavola rotonda, con la partecipazione di S. Grigolo (Paziente Esperto EUPATI), L. Gatti (G Gravity), G. Perego (Università “Vita-Salute” IRCCS dell’Ospedale San Raffaele), I. Tosco (Data Protection Officer – DPO), R. M. Morgilo (Roche) ed A. Amatulli (Enterprise Therapeutics) come rappresentanti del mondo Phama con i suoi interlocutori, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento diretto dei pazienti nello sviluppo delle tecnologie digitali. Il paziente non dev’essere considerato soltanto l’utilizzatore finale, ma partner attivo nella progettazione delle soluzioni.

È stata poi evidenziata la necessità d’investire nella formazione digitale dei pazienti e dei caregiver, affinché possano utilizzare tali strumenti in maniera consapevole e critica. L’alfabetizzazione digitale viene oggi considerata una componente essenziale per ridurre le disuguaglianze di accesso alle innovazioni sanitarie.

Innovazione, organizzazioni e futuro

Dalle esperienze presentate emerge come la gamification possa essere applicata non soltanto ai pazienti, ma anche ai percorsi formativi interni delle organizzazioni sanitarie e farmaceutiche, favorendo l’apprendimento, il coinvolgimento e l’adozione delle nuove tecnologie.

Tutti i relatori hanno concordato sul fatto che il valore della gamification non risiede esclusivamente nella tecnologia utilizzata, ma nella capacità d’integrare competenze cliniche, psicologiche, regolatorie, tecnologiche ed organizzative. Solo una progettazione condivisa tra professionisti, istituzioni, industria e pazienti consentirà di trasformare i dati raccolti in reale valore per la salute delle persone.

Conclusioni

Il webinar ha evidenziato come la gamification stia evolvendo da semplice strumento di coinvolgimento a componente strategica delle future terapie digitali. Le applicazioni già disponibili mostrano dei risultati decisamente promettenti nella riabilitazione, nella gestione del dolore, nel monitoraggio clinico e nel supporto psicologico dei pazienti.

La sfida dei prossimi anni sarà quella di costruire dei modelli sostenibili, validati scientificamente ed accessibili, capaci di coniugare innovazione tecnologica, qualità dei dati, tutela della persona e reale partecipazione del paziente al proprio percorso di cura.

Fonte: Webinar SIMeF “Gamification in ambito clinico e ruolo nelle terapie digitali”.

Carolina Gualtieri GdL/CTC Fondazione Policlincio Gemelli e Laura Patrucco GdL DM /PRINEOS

Paola Amore GdL RICMA/Astellas

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